Musicoterapia in gravidanza: benefici e consigli pratici

 

Ogni donna, nel momento in cui scopre di aspettare un bambino, inizia sin da subito e in modo istintivo a cercare di relazionarsi con la vita che sta prendendo forma nel proprio grembo magari accarezzandosi il pancione, parlando al piccolino al suo interno e ascoltandone i movimenti. Ecco allora che la musica, come dimostrano studi italiani ed esteri, può divenire un valido strumento per instaurare le basi di quel processo relazionale che poi andrà a svilupparsi sempre più dopo la nascita.

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Ma il feto che cosa riesce a percepire realmente vivendo nella sua “notte intrauterina”?

A partire dall’ottava/decima settimana ha inizio la formazione dell’apparato uditivo e nel grembo il feto è in grado di percepire, sempre più nel corso della gestazione, sia i messaggi sonori che provengono dal corpo della mamma, come il battito cardiaco, la frequenza respiratoria, i borborigmi gastro-intestinali, sia i vari suoni provenienti dall’ambiente esterno, quali le voci umane e la musica. Proprio per questo è possibile attivare, tra madre e feto, un intimo gioco del conoscersi e del riconoscersi, tramite sonorità che potranno poi essere indispensabili al neonato per ritrovare quel clima di assoluta protezione che ha caratterizzato i mesi della sua vita prenatale. Ecco quindi che il feto prima, e il neonato poi, hanno modo di creare una continuità affettiva tra vita intra ed extrauterina, affidandosi proprio a quella vocalità materna percepita sin dalle origini. Per aver prova di ciò è sufficiente riflettere sul gesto forse più istintivo per una neomamma, ovvero quello di cullare il proprio piccolo intonando dolcemente una ninna nanna con cui ella, inconsciamente, è in grado di ridonare al neonato il piacere di quella prima danza che ogni essere umano effettua nel liquido amniotico.

A questo punto è facile intuire come una madre sana, serena e positiva avrà più possibilità di inviare al feto onde sonore altrettanto “positive”, perché queste non si deformeranno incontrando masse muscolari rigide e ipertese. Al contrario, una madre ansiosa e tesa tenderà a trasmettere al feto il medesimo stato di contrazione. 

Ecco dunque come specifiche attività musicali, sapientemente utilizzate, possano aiutare la gestante a vivere nel migliore dei modi una delle esperienze più “calde”, dal punto di vista emotivo, nella vita di una donna, favorendo nel contempo l’instaurarsi di un sano rapporto nell’ambito della triade madre-feto-neonato. 

Come instaurare quindi questa relazione attraverso la musica?

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CANTO PRENATALE

Gli studi di Psicofonia effettuati dalla cantante Maria Luisa Aucher confermano come la respirazione distesa e rilassata riesca ad influenzare positivamente il tono muscolare della gestante sciogliendo eventuali contratture e, non di meno, l’uso spontaneo della voce, ad esempio attraverso la semplice ricerca di ninne nanne, permette a entrambi i genitori di scoprire un modo dolce per rivolgersi al nascituro, iniziando quindi a prendersi cura di lui.

Un consiglio che mi sento di dare vivamente alle future mamme è quello di riproporre al neonato le stesse ninne nanne o canzoncine intonate durante la gravidanza, esse avranno subito un effetto calmante sul piccolo proprio perché lo riporteranno nella dimensione di sicurezza vissuta nei nove mesi di vita prenatale.

L’ASCOLTO MUSICALE

Altro punto fondamentale è l’ascolto musicale da parte della futura mamma che, durante la gestazione, rilassa, distende, favorisce il contenimento dell’ansia ed evoca immagini positive che possono essere rievocate con le medesime musiche durante il travaglio, fra una contrazione e l’altra, soprattutto nella prima fase dello stesso, per aiutare la donna a rigenerare le forze.

Il mio consiglio è quello di confezionarsi una playlist di “musiche del cuore”, collegate ad eventi, situazioni che evocano in voi immagini e ricordi positivi dal punto di vista emotivo, da ascoltarsi durante la gestazione, gli stessi brani saranno di ausilio anche durante il parto come vedremo più avanti!

MOVIMENTO SULLA MUSICA
Anche il movimento libero sulla musica, nelle sedute di Musicoterapia in preparazione al parto, aiuta la futura mamma a prendere maggiore confidenza con ogni distretto del suo corpo. Infatti il movimento diverte, distende, migliora la circolazione sanguigna nelle gambe e offre indirettamente al feto una sorta di massaggio.

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USO DI SEMPLICI STRUMENTI MUSICALI
Da sperimentare è anche l’uso di strumenti musicali appartenenti allo strumentario Orff [strumenti a percussione ritmici e melodici]. Sono molto semplici nell’utilizzo anche senza conoscenze musicali, e con essi si può cercare di attivare una sorta di dialogo suono-movimento con il feto stesso.

Il consiglio è quello di sperimentare sonorità, ritmi e melodie e porsi in ascolto dei movimenti fetali instaurando un dialogo ed una sintonizzazione con il piccolo ed iniziando a capire quali sonorità predilige.

E IN SALA PARTO?

In sala parto l’ascolto musicale viene consigliato anche dai medici soprattutto per le primipare, nelle quali l’ansia e la paura potrebbero influire negativamente sulle dinamiche che contraddistinguono tale momento. Esperienze australiane confermano per esempio che l’ascolto della musica serve a favorire la distensione e la calma, così da permettere alla donna di gestire meglio il dolore, diminuendo il panico e riducendo la richiesta di analgesici e antidolorifici. Come è noto, poi, una mamma che abbia avuto un parto il più possibile sereno sarà meglio disposta sin dai primi attimi a impegnarsi nell’allattamento e nella cura del neonato, a differenza dell’atteggiamento dimostrato da donne che abbiano affrontato un parto doloroso. Questo è possibile precostituendo, come detto poc’anzi, un elenco di “musiche del cuore” che abbiano il potere di rievocare momenti in grado di stimolare emozioni positive.

La Musicoterapia risulta quindi una terapia dolce e priva di controindicazioni, di grande supporto nei nove mesi di gestazione, volta a controllare la componente psico-fisica della mamma, in questo delicato e magico momento, facilitando nel contempo il sorgere di una profonda relazione con la piccola vita che attende l’abbraccio di mamma e papà!

Lorena