Guardaroba sostenibile a basso costo?

 

5 consigli facili per iniziare subito!

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Ogni volta che pensiamo che un progetto o un’idea siano impraticabili e più grandi di noi, l’unico modo per

aver prova del contrario e meravigliarci di noi stessi è semplicemente agire, passare dalla teoria alla pratica

e iniziare a fare qualcosa per cambiare veramente. La prima volta che sentii il concetto di guardaroba

sostenibile ero una studentessa e pensavo che questo non potesse fare per me, oggi lo sono ancora e se il

mio budget da poter dedicare al guardaroba è rimasto ridotto, i vestiti che lo compongono non sono più gli

stessi, perché io sono cambiata. Si può fare quindi, è possibile avere un guardaroba sostenibile a budget

ridotto. Il cambiamento parte da noi e l’unica vera cosa che costa è volerlo, il prezzo più grande? La fatica di

metterlo in pratica. Divenendo più consapevoli dell’impatto che le nostre azioni hanno su noi e sulla nostra

terra ogni ambito della vita viene preso in considerazione e che tu ci abbia mai pensato o no, il guardaroba

è uno di quelli.

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Quando pensiamo all’inquinamento e alle sue cause di certo l’industria dell’abbigliamento non è la prima

cosa che ci salta in mente, eppure è scioccante pensare che l’industria della produzione di vestiti in gran

massa conosciuta come “fast fashion”, oltre a servirsi della manodopera di persone sottopagate e spesso e

volentieri anche di minori, sia la seconda maggior causa e di inquinamento al mondo, seconda solo

all’inquinamento da parte di idrocarburi. Nessuno o quasi pensa alla maglietta che ha comprato a cinque

euro e a quanto questa e ciò che si cela dietro essa siano distruttivi e inquinanti per il pianeta e per noi che

le indossiamo. È un fenomeno globale, più grande di noi e di quanto possiamo immaginare.

Altri punti da considerare parlando di guardaroba sostenibile, sono i materiali di cui sono fatti i nostri

vestiti, dalle fibre sintetiche alle sostanze chimiche che contengono, anche nelle tinture dai colori vivaci.

Tutto ciò viene poi a contatto con la nostra pelle e viene in parte scaricato nelle tubature ad ogni lavaggio in

lavatrice, come le microplastiche. Avevi mai pensato a tutte questi aspetti della sostenibilità prima d’ora?

Oggi ci focalizzeremo su un ulteriore aspetto, la sostenibilità economica. Sì, poiché a differenza di ciò che si

può pensare avere un guardaroba sostenibile non richiede tanto denaro, ma semmai tanta pazienza. È un

processo lento e consapevole che comporta a ricomporlo con vestiti che rappresentano i nostri gusti e i

nostri valori etici. Ecco i miei consigli:

Riorganizza e riusa ciò che già hai

Fai un grande decluttering in stile Konmari. Tira fuori tutto ciò che hai e tieni solo ciò che utilizzi davvero,

quei capi a cui magari puoi applicare i dettami del guardaroba capsula abbinandoli differentemente in

diverse occasioni, ciò che lascerai andare potrà essere dato ad amici o familiari, donato o persino rivenduto.

Guardando i tuoi vecchi acquisti è probabile che molti siano pezzi comprati in negozi fast fashion, anche se

questi non rispecchiano più la tua etica nel presente poiché è possibile che siano stati acquistati quando

ancora eri all’oscuro del fast fashion e delle sue gravi conseguenze; ti invito a non gettarli solo per questo

motivo, cerca di dare ancora più valore a quei capi indossandoli con una nuova consapevolezza e dando

loro una lunga vita.

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I migliori acquisti a impatto zero si fanno negli armadi di famiglia.

Una camicetta di nonna, il golfino rosso di mamma, ognuno ha qualche capo che non mette che magari a

voi piace tanto, curiosate nei vecchi armadi, chiedete a parenti e amici e magari scambiate con qualcosa

che a voi non serve più. Spesso i capi più datati sono di ottima qualità poiché qualche decennio fa la

produzione non era di massa come oggi e il made in Italy era, in molti casi, la normalità. Potete anche

pensare di apportarvi alcune modifiche e reinventarli secondo il vostro gusto personale.

Comprare di seconda mano.

I termini “vintage” e “second hand” hanno ridato luce e un certo tono di esclusività ai buoni vecchi vestiti

usati. Viaggiando mi sono spesso resa conto di come in Italia la cultura del comprare di seconda mano sia

ancora vista con sospetto. Comprare usato infatti, viene ancora percepito a livello sociale come se fosse

qualcosa di cui vergognarsi o come qualcosa di cui sarebbe meglio non far sapere. Rivalutatelo, provateci!

Si scovano pezzi unici e a prezzi davvero modesti, ne rimarrete sorpresi.

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Poco e buono

Investi in capi di qualità. Investite più denaro sui pezzi chiave del vostro guardaroba. Un buon paio di jeans

ad esempio che userete quotidianamente, un cappotto caldo. I capi di qualità vi ripagheranno col tempo,

mantenendosi perfetti nel passare delle stagioni e facendovi sentire sempre l’emozione della prima volta e

quel sentimento di aver investito bene i vostri soldi. Quando investite su un nuovo capo vi invito a cercare

aziende che operino nel rispetto dell’ambiente, dei materiali usati, degli animali e soprattutto nel rispetto

dei loro dipendenti. Sul sito web “il vestito verde” potete trovare un elenco aggiornato di tantissimi brand

sostenibili.

Comprare online

Acquistare su app che rivendono capi usati come Depop è un’ottima soluzione, potete anche venderli a

vostra volta, controllate anche se ci sono gruppi Facebook di scambio di oggetti e vestiti nella vostra città,

io così ho trovato un paio di scarpe praticamente nuovo ad appena dieci euro.

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Swap party

Organizza swap party con le amiche o con chi vuoi. Cos’è uno swap party? Semplicemente è un modo per

scambiare (swap) i vestiti. Incontratevi portando con voi dei capi che non mettete più e che pensate

possano piacere a qualcun altro, scambiandovi vestiti acquisterete un’aggiunta al guardaroba a prezzo zero,

risparmiando. Darete vita a un capo dimenticato nell’armadio rimettendolo in uso e vi alleggerirete di ciò

che non aggiunge più valore alla vostra vita.

Chiara Corbelli