Dieci oggetti che non compro più

 

Non è semplice parlare di non comprare e rinunciare a qualcosa quando ci troviamo a vivere in una società così consumistica che non fa altro che continuare a proporci l’ultima novità in ogni ambito. Basti pensare che i negozi di catene di fast fashion hanno circa cinquantadue collezioni all’anno, una per ogni settimana. Sembra che se non si ha questo o quell’oggetto ti manca qualcosa e non sei adeguato. Da tempo ho cambiato atteggiamento. Quando entro in un negozio guardandomi intorno mi domando di cosa posso fare a meno. Ammiro gli oggetti nuovi di zecca e penso a ciò che a casa ho già e il più delle volte mi rendo conto che la maggior parte delle cose non mi servono davvero. Questo nuovo modo di guardare le cose e di approcciarmi ad ogni oggetto in maniera diversa mi ha veramente insegnato a dare più valore a quello che ho già, a prendermi cura degli oggetti che ho, a sistemarli se si rompono, talvolta a dargli nuova vita se posso e a fare acquisti ben ponderati. Se a questo uniamo una consapevolezza nuova, il rispetto per l’ambiente e la voglia di acquistare qualcosa fatto in maniera etica che rispetti le materie prime di provenienza e i lavoratori, ogni piccola cosa assume una grande importanza e un maggior significato che va oltre l’oggetto in sé. Ecco alcuni oggetti che non compro più e perché.

1. Oggetti in saldo che non mi servono davvero. Se penso a quante volte ho comprato qualcosa solo perché era in saldo o perché c’era il “prendi due paghi uno”, per poi magari arrivare a casa e rendermi conto che in fondo non avevo bisogno di quell’oggetto mi vien da mettermi le mani nei capelli. Si sa, spesso sono acquisti fatti nella leggerezza del momento, che però ci portano anche a sprecare denaro investendolo in qualcosa che non è utile. Soluzione? Sicuramente pianificare e avere liste della spesa o di ciò che ci serve veramente per non cadere in queste piccole trappole.

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2. Oggetti monouso. Che siano le posate in plastica, nemmeno riciclabili, o che sia qualcosa di usa e getta ho deciso da tempo di stare lontana da questa categoria di oggetti, i benefici? Sprecare meno denaro e sicuramente dare una grande mano all’ambiente producendo meno rifiuti.

3. Capi fast fashion o di materiale scadente. Lo ammetto, non sono perfetta e talvolta capita ancora di inciampare in un negozio che vende capi fast fashion. Però ad esser sincera, da quando ho preso questa decisione, seguendo il filo di pensiero “poco ma buono” e “quality over quantity” (ovvero qualità al posto di quantità), le mie abitudini sono cambiate drasticamente. Cerco di comprare capi che posso usare e riusare più volte e abbinare diversamente, un po’ seguendo l’idea del guardaroba capsula e soprattutto investire i miei soldi in belle realtà sostenibili e che non sfruttino persone o animali.

Scottex, fazzoletti di carta, salviette. So che qualcuno penserà che sono tornata un po’ indietro nel tempo con questo punto, ma ad esempio tornare ad utilizzare i fazzoletti di stoffa rispetto a quelli in carta, per me è stata la svolta. Come il semplice riscoprire piccoli tesori nel cassetto di mia nonna quali fazzoletti di stoffa morbidissimi e unici. Me ne sono stati regalati alcuni, i miei preferiti sono un set bianco con dei fiorellini ricamati. Adorabili e ci aiutano a sprecare meno. Stesso discorso per tovaglioli di carta e scottex, basta utilizzarne in stoffa e per quanto riguarda lo scottex utilizzare teli e asciugamani da cucina.

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5. Cibo da asporto o pre-confezionato. Cerco di cucinare in casa il più possibile e di stagione, ma se mi va una pizza invece che ordinarla a casa vado direttamente al ristorante, evito gli sprechi di contenitori vari e rendo il momento speciale.

6. Dischetti in cotone. Abbiamo tutti presenti i dischetti in cotone vero? Li usavo ogni giorno per struccarmi ma oltre a creare tantissimi rifiuti hanno un grande impatto ambientale, per non parlare del fatto che sembrano finire continuamente. Li ho sostituiti con dei dischetti riutilizzabili e mi è davvero cambiata la vita. Si possono fare anche “fai da te”, riutilizzando vecchi asciugamani o facendoli all’uncinetto.

7. Suppellettili senza valore. Spesso più che acquistarli mi capitava di regalarli perché magari si trattava di oggetti carini ma il più delle volte non senza un vero e proprio significato o utilizzo, che probabilmente finiscono appoggiati sulle mensole di casa a prender la polvere. Questo mi ha insegnato a pormi sempre la domanda: che utilizzo può avere questo oggetto? È davvero utile? 

8. Prodotti specifici per la cura personale. Quando si dice “less is more”. Da tempo ho detto addio ai mille prodotti per capelli post shampoo, per la cura delle lunghezze o delle punte, ai prodotti per viso e corpo etc. Come li sostituisco? Pochi prodotti puri di qualità come olii e burri naturali e creme corpo fatti in casa, risparmio e con meno prodotti riesco a ottenere mille utilizzi diversi. Un esempio semplicissimo è mischiare una parte di olio di mandorle, una di burro di karitè, una di aloe vera.

9. Bottiglie di plastica. Che sia acqua o bibite, non compro più bottiglie usa e getta se possibile. L’acqua la prendo dal rubinetto e utilizzo la mia borraccia, mentre se voglio acquistare qualche bevanda in particolare opto sempre per il vetro. Provare per credere, portate sempre con voi una borraccia con dell’acqua e vedrete da voi quanto si risparmia.

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10. Detersivi chimici per la casa e per lavare i vestiti. Sappiamo ormai quanto che i detersivi in commercio inquinano i nostri mari. Soprattutto spesso troviamo mille detersivi diversi e specifici per ogni piccola cosa. Spesso la soluzione è molto semplice, tornare a pulire con ingredienti naturali come aceto e bicarbonato o anche l’acido citrico che ha tantissime funzioni diverse. Se poi voglio dei detersivi liquidi, opto per quelli ricaricabili ed ecologici, come negli altri casi il risparmio è per me e per l’ambiente.

Chiara