È l’ora dei compiti!

 

8 consigli per il rientro da scuola

La scuola è cominciata e per molti bambini e genitori (me compresa) riprende l’appuntamento pomeridiano con le lezioni e lo studio. Ecco dunque alcuni consigli che ho sperimentato negli anni con i miei figli e che vorrei condividere con te nella speranza che ti siano utili per affrontare al meglio il fatidico momento dei compiti per casa!

 
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1. CREARE UN AMBIENTE PIACEVOLE

Lo spazio in cui il bambino studia e fa i compiti deve essere un luogo in cui a lui piace stare. L’esperienza con i miei figli mi dice che quando sono più piccoli (indicativamente fino alla terza elementare) amano fare i compiti vicino alla mamma perciò, di solito, la loro scrivania diventa il tavolo della cucina. Poi crescendo iniziano a spostarsi nella loro stanza e a questo punto è bene lasciare che personalizzino il loro spazio di studio come preferiscono. In ogni caso, teniamo sempre presente che per rendere gradevole un ambiente dobbiamo agire sui canali con cui questo viene percepito, ovvero i 5 sensi. Ecco alcuni esempi:

  • VISTA = materiale scolastico in ordine e una bella lampada da tavolo per una corretta illuminazione

  • TATTO = materiali adatti per la seduta e il tavolo, un abbigliamento morbido e confortevole

  • GUSTO = thè o infusi serviti su tazze che il bambino ama particolarmente

  • OLFATTO = oli essenziali o candele possono rendere l’ambiente gradevole e favorire emozioni positive

  • UDITO = evitare rumori disturbanti così da favorire la tranquillità e la concentrazione (niente tv o radio accese!)

2. ORGANIZZARE IL MATERIALE

Scegliere il materiale (penne, quaderni, colori,…), prepararlo e personalizzarlo aiuta i bambini a diventare da subito protagonisti attivi del proprio mondo scolastico. Abituarli fin da subito a tenere in ordine la scrivania, i cassetti e il loro spazio di lavoro (anche con l’aiuto di scatole colorate, astucci o divisori) così che ogni cosa abbia il suo posto, destinare un cassetto alla scorta del materiale per i momenti di emergenza (tipo: “Mamma ho finito il quaderno!”), fare la punta alle matite prima di riporle nell’astuccio, sono alcune delle strategie utili a trasmettere l’importanza di prendersi cura delle proprie cose ed esserne responsabili. Ne puoi trovare altre guardando il video alla fine del post.

3. PIANIFICARE I COMPITI E LO STUDIO

I primi anni delle elementari aiutiamoli a fare una programmazione giornaliera e settimanale dei compiti così che pian piano imparino ad organizzarsi il lavoro ed essere autonomi. Io con i miei bimbi ho trovato utile (dalla quarta elementare in poi) utilizzare un planning settimanale da tenere sulla scrivania dove segnare solo le interrogazioni e le verifiche, così da programmare lo studio durante la settimana (e non ritrovarci la sera al rientro dall’allenamento di calcio a studiare per il giorno dopo!). E’ inoltre importante definire fin dal primo anno delle elementari una chiara routine pomeridiana che definisca l’ora dei compiti, l’ora della merenda e l’ora del gioco. Così che il bambino impari pian piano che, oltre all’orario per la pappa, per la nanna, ecc. da questo momento in avanti ci sarà anche un orario per studiare e fare i compiti (preferibilmente nel primo pomeriggio) e noi mamme non dovremmo diventare matte a chiamarli mille volte o patteggiare regolarmente i famosi “5 minuti”.

4. DEDICARE LORO DEL TEMPO

In generale trascorrere del tempo con nostro figlio fa passare il messaggio che lui è importante per noi, per cui sarebbe bello al rientro da scuola trovare qualcosa da fare insieme o semplicemente stare qualche minuto abbracciati sul divano a raccontarci com’è andata la giornata.

5. ASCOLTARE E RICONOSCERE LE SUE DIFFICOLTÀ E SENTIMENTI

Mentre ascoltiamo il bambino raccontarci la sua giornata potrebbero scapparci frasi del tipo “Non ti devi arrabbiare per queste cose; Non essere triste; Non devi aver paura”. Sono espressioni che spesso noi genitori utilizziamo ma che tendono a negare o criticare gli stati d’animo del bambino non dandogli la possibilità di esprimerli o di parlarne. Dovremmo invece dare spazio e ascolto ai suoi stati d’animo, alle sue difficoltà, in modo che si senta riconosciuto e compreso. Frasi del tipo: “Vedo che sei arrabbiato, il tuo amico ti ha fatto proprio infuriare” spesso bastano per farlo sentire capito.

 
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6. AIUTARE IL BAMBINO A VINCERE LE SUE PICCOLE SFIDE

I compiti a casa, alle volte, possono rappresentare per il bambino delle piccole sfide. Ecco quindi che anche colorare dentro i bordi, ad esempio, per i più piccoli può risultare difficile. In questi casi è bene non sostituirsi al proprio figlio ma semplicemente incoraggiarlo dicendo: “Certo è difficile colorare dentro i bordi, ci vuole tempo per imparare, cosa ne dici di iniziare piano vicino alle linee?” In questo modo riconosciamo la sua difficoltà, suggeriamo un trucchetto e lo lasciamo prendere una decisione in autonomia. Oppure lo possiamo sostenere dicendo “Dai puoi farcela!” così da aumentare la sicurezza in se stesso e la fiducia nelle proprie risorse. Questa modalità di assistere il bambino può essere adottata in molte situazioni che per lui rappresentano delle piccole/grandi sfide quotidiane ed è utile a sviluppare l’autonomia e il senso di autoefficacia.

7. AIUTARLO A COMPRENDERE L’ERRORE SENZA SOTTOLINEARE LO SBAGLIO

Davanti ad un errore commesso da nostro figlio è bene non sottolineare il fatto che ha sbagliato ma piuttosto aiutarlo a capire l’errore facendolo riflette. Possiamo ad esempio chiedergli: “Perché… 3x2=5?” “Cosa ti fa pensare che …questa sia una tigre?” Possiamo dare anche dei suggerimenti per farlo arrivare da solo alla soluzione: “Sei sicuro? Prova a pensarci bene!”, “Guarda con attenzione”, “Se provassi a fare in un altro modo?”. Così facendo non ci sostituiamo a lui ma gli permettiamo di arrivare da solo alla soluzione.

8. LODARE L’IMPEGNO E IL COMPORTAMENTO

Quando vogliamo fare un complimento a nostro figlio è importante ricordare che la lode va rivolta al comportamento. Possiamo sottolineare il fatto che siamo felici per i suoi risultati positivi ma senza esprimere giudizi relativi al bambino: “Hai preso 8 nel compito. Sono molto contenta (parlo di me). Ti sei impegnato e hai ricordato di controllare prima di consegnare (rinforzo l’impegno e il comportamento positivo così che si ripeta in futuro)”. E’ sempre importante ricordare al bambino e a noi stessi che lui non è i suoi risultati (“Hai preso un brutto voto o hai fatto una stupidaggine ma ciò NON significa che sei stupido!”) e noi lo amiamo per ciò che è come persona e non per i voti che ottiene.

Se vuoi condividere anche tu le tue strategie lasciaci un commento qui sotto! Ti auguro un buon inizio!

- Anna